Il Parlamento europeo ha approvato il primo Regolamento nella storia che tutela cani e gatti su tutto il territorio dell’Unione. Introduce l’obbligo di microchippatura, controlli più severi sulle vendite online di animali e mira anche a porre fine alle pratiche dei cosiddetti allevamenti intensivi illegali.
Il Regolamento, atteso da anni dalle organizzazioni per la protezione animale, è stato adottato martedì. Il risultato del voto è stato netto: 558 voti favorevoli, 35 contrari e 52 astensioni.
Alla base della nuova legislazione vi è l’obbligo di identificazione e registrazione degli animali. Ogni cane e ogni gatto allevati nell’Unione dovranno essere dotati di microchip e registrati in banche dati nazionali interconnesse.
Ci sarà tempo per adeguarsi. Allevatori, venditori e rifugi dovranno conformarsi alle nuove regole entro quattro anni. Per i proprietari privati che non vendono animali sono previste scadenze più lunghe: dieci anni per i cani e quindici per i gatti.
L’obiettivo è porre fine al caos attuale. Secondo i dati disponibili, circa il 79% dei cani proviene da fonti sconosciute, poiché finora non esisteva alcun sistema di verifica.
“L’introduzione dell’identificazione e registrazione obbligatorie per tutti i cani e gatti rappresenta una pietra miliare”, ha dichiarato l’organizzazione Four Paws.
Fine degli eccessi e dei maltrattamenti
Il regolamento modifica profondamente le regole del settore dell’allevamento. Vieta l’accoppiamento tra consanguinei – tra genitori e figli, nonni e nipoti o tra fratelli. Non sarà consentito utilizzare per la riproduzione animali con caratteristiche fisiche estreme, salvo esplicita autorizzazione veterinaria.
Le femmine di cane e di gatto che abbiano subito due parti cesarei saranno escluse dalla riproduzione. Gli allevamenti che producono più di cinque cucciolate all’anno o che detengono più di cinque femmine contemporaneamente dovranno essere ispezionati e ottenere un’autorizzazione ufficiale prima di immettere gli animali sul mercato.
Sarà severamente vietata la mutilazione degli animali a fini espositivi o competitivi – in particolare il taglio delle orecchie, il mozzamento della coda, la rimozione degli artigli o il recidere le corde vocali, salvo necessità veterinarie.
I cani tenuti in ambienti interni dovranno avere accesso quotidiano all’esterno per almeno un’ora o essere regolarmente portati a passeggio. Saranno vietati collari a punte o a strozzo senza sistemi di sicurezza, così come percosse, calci o l’uso di scosse elettriche.
Animali solo da annunci verificati
Una delle principali novità riguarda l’estensione delle regole alle importazioni da Paesi terzi. Finora esistevano lacune legislative che permettevano di introdurre animali come “non commerciali” per poi venderli. Questo cambierà: cani e gatti importati a fini commerciali dovranno essere microchippati prima dell’ingresso nell’Unione e registrati in una banca dati nazionale. I viaggiatori che introducono un animale saranno obbligati a registrarlo almeno cinque giorni lavorativi prima dell’arrivo.
La regolamentazione riguarderà anche gli annunci online, attraverso cui oggi acquista circa il 60% dei proprietari. I venditori dovranno superare un sistema di verifica prima della pubblicazione dell’annuncio, che controllerà la corrispondenza dei dati dell’animale e del proprietario con le banche dati. Il sistema sarà gratuito e accessibile al pubblico e genererà un token di verifica unico per ogni annuncio.
“Questo controllo preventivo contribuirà in modo significativo a limitare il commercio online di cani e gatti e impedirà a venditori illegali e allevamenti abusivi di pubblicizzare gli animali”, ha sottolineato Four Paws.
L’eurodeputata ceca Veronika Vrecionová (ODS | ECR), tra gli artefici del testo finale, ha dichiarato: “È un grande risultato aver introdotto le prime regole europee per la tutela di cani e gatti. Ci siamo concentrati sul vero problema – il commercio illegale transfrontaliero e gli allevamenti abusivi, comprese le importazioni da Paesi terzi”.
Cosa la legge non affronta
Nonostante l’ampiezza del regolamento, alcune aree restano scoperte. La registrazione obbligatoria non si applica ai gatti che vivono nelle fattorie – un’eccezione che Four Paws critica come una lacuna significativa. “I gatti si riproducono rapidamente e quelli randagi derivano in ultima analisi da animali domestici. Estendere il controllo anche a questi animali è essenziale”, afferma l’organizzazione.
Nel testo finale non sono stati inclusi nemmeno il divieto di vendita di cani e gatti nei negozi di animali, il divieto di eutanasia come metodo di controllo della popolazione nei rifugi, il divieto totale di mozzamento della coda né requisiti minimi di spazio per cani da caccia o da guardiania.
Iwona Mertin, dell’organizzazione Eurogroup for Animals, ha sottolineato che l’approvazione è solo l’inizio: “La vera prova sarà l’adozione rapida e approfondita delle norme attuative. Gli Stati membri devono introdurre sanzioni efficaci e una gestione solida degli animali randagi, per evitare il sovraffollamento dei rifugi”.
Dello stesso avviso l’eurodeputata Vrecionová: “Ora sarà fondamentale che le regole vengano applicate e fatte rispettare in modo coerente nella pratica”.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da update-eu disponibile qui.

